Pier Domenico Magri - Tratto dal volume "I Giudizi di Sgarbi".
Editoriale Giorgio Mondadori


La ricerca di Pier Domenico Magri si caratterizza in un'elaborazione segnica che appare minuziosa come un ricamo sulla tela. Esercitando un forte controllo su una manualità certamente esuberante, egli comunica la visione di un bizzarro ed accattivante gioco prospettico, che si presenta come un paesaggio irriconoscibile ripreso dall'alto, seguendo la motivazione di scrittura che mira alla luce, all'ombra, al contrappunto, e che produce linee di confine tra una partitura e l'altra del quadro. Sono lavori che si legano alle vicende dell'arte contemporanea.
Alla copertura della superficie della tela con pigmenti e tracce grafiche, egli ha preferito il tratto pittorico per ridisegnare a suo modo forme geometriche, che hanno l'eccellenza di un intelligente e premeditata immediatezza, rivelando un'accorta meditazione, tutt'altro che fredda e neutrale, sull'uso tradizionale del colore ad olio. Il confine tra la realtà e la forma negata è qui labile e messo persino in discussione, come se il problema della riconoscibilità sussistesse comunque come memoria frammentata. Pittore di una virtualità di superfici che tessono contrappunti cromatici e stacchi tonali netti, Pier Domenico Magri mette in gioco una carica emotiva e una finzione figurale ritmata in variazioni musicali. Il suo cromatismo appartiene a un lirismo informale di grande suggestione, che rivela una cauta sottrazione del reale allo spazio della tela, una sorta di sospensione dell'immagine fra le maglie allusive della trama cromatica. In questo intreccio spaziale di eventi tangibili egli è quanto mai incalzante, poichè conduce l'osservatore al reperimento delle visioni che consegnano all'impressione ottica un percorso mentale ancora in parte riconoscibile. Si tratta qui di una ricerca artistica che guarda alla materia pittorica come strumento di constatazione di una natura trasfigurata, sulle cui tracce il percorso del pennello opera con accelerazioni, pause e frantumazioni espressivamente calcolate. Ogni lavoro di questo artista si manifesta come atto poetico di comunicazione, dove la misura della sua registrazione del reale esorbita lo spazio materiale della tela e quello psicologico della comprensione immediata, lasicando aperte molteplici possibilità interpretative, al di là della definizione didascalica dell'autore. Esprimendosi in una cifra stilistica coerente alle aspettative di una notevole capacità tecnica e compositiva, l'autore di questi lavori informali lascia intravedere un'innegabile quanto rara vocazione poetica. La sua pittura ha tuttavia solo l'apparenza dell'impulsività, corrispondendo piuttosto a un'attenzione meticolosa del gesto, a una predisposizione calcolata dello spazio pittorico, a una capacità interpretativa che sa selezionare le modalità più efficaci per interferire sulla realtà visiva. In questa nostra contemporaneità dove prevale in arte una concettualità che rifugge dal soggettivismo, Magri persiste in una scelta ancora legata alla partecipazione emotiva, preferendo proiettarsi nei colori di una naturalità ancora possibile.

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      Vittorio Sgarbi
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